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ECOTURISMO – A Fonni sulle orme di Grazia Deledda


Grazia_Deledda

“Mal di Montagna”

Grazia Deledda a Fonni

 

Tra il 1890 e il 1901 la scrittrice visitò più volte Fonni e le sue vette. Da oggi il Comune rende omaggio all'autrice di “Cenere”, il romanzo per cui trasse ispirazione proprio nel paese, con un cartellone di appuntamenti tra i quali spiccano i Viaggi letterari sul Bruncu Spina, sulle orme della Deledda. Il 19, il 20 e il 21 agosto “I misteri della montagna d'argento”, spettacolo in scena sulla vetta del Gennargentu ispirato ai diari delle escursioni di Grazia nel luglio di un secolo fa Grazia Deledda, mal di montagna

 

L'ultima visita ai monti la fece quando già si era avverato il suo sogno più grande: varcare il mare e raggiungere un porto sicuro, lontano dalle malelingue di Nuoro e dalla grettezza di un ambiente chiuso. Nel luglio 1901, Grazia Deledda non era più la ragazzina strana che arrivò a Fonni la prima volta nel 1890. Conservava sempre la stessa curiosità da entomologo, ma da un anno e mezzo era la moglie del funzionario statale Palmiro Madesani e con lui si era stabilita a Roma, la capitale, dove - scrittrice ormai piuttosto conosciuta e apprezzata da diversi critici - conduceva la vita di una signora borghese.


Quella calda estate, rientrata in vacanza a Nuoro col consorte e il primogenito Sardus, volle tornare sul Gennargentu per raccogliere storie - lei che, prima che romanziera era cronista di razza - e appuntare sul quaderno il colore dei tramonti, il profumo del pane d'orzo, le grida dei pastori che richiamano il gregge. Si era affidata, come sempre aveva fatto, a Raffaele Cugusi, fonnese, unica guida autorizzata dal Touring Club italiano, l'uomo che accompagnava sul Gennargentu carovane di principi, nobildonne con l'ombrellino parasole, alti ufficiali in congedo che arrivavano in Barbagia per le battute di caccia e per cogliere le genziane. Viaggiava da sola, cosa piuttosto sconveniente, al tempo, per una donna perbene. Ma, inutile sottolinearlo, a lei non importava: fin da giovinetta visitava i paesi del Nuorese senza altra compagnia che la propria curiosità.


Arrivò a Fonni sulla carrozza che faceva tappa a Mamoiada, nel tardo pomeriggio del 21 luglio: nell'accordo c'era il pernottamento in casa di Raffaele Cugusi, più le escursioni guidate al Bruncu Spina e negli ovili dei pastori. A Fonni - scrisse nel suo diario di viaggio il 22 luglio 1901 - assisto a uno dei più bei tramonti che abbia mai visto. I meravigliosi tramonti di Roma scoloriscono, nel mio ricordo, davanti a questo immenso orizzonte di un rosso fragola inverosimile, ove galleggiano, come lontane isole lucenti, lunghe nuvole d'oro . E il giorno dopo, il 23 luglio, annoterà: Alle quattro del mattino siamo già a cavallo diretti verso la cima più alta delle montagne sarde... . Tre anni più tardi, la scrittrice pubblicherà Cenere .

Il viaggio della scrittrice a Fonni, i sentieri che lei ha calpestato salendo al Monte Spada, le storie di passione e morte che ha ascoltato, e rubato. Da stasera (con la proiezione del film “Il guardiano dei Segni” di Renato Morelli, piazza dei Martiri, 20 e 30) al 21 agosto, il paese più alto della Sardegna propone “Deledda a Fonni”, un ricco cartellone di appuntamenti (organizzato dal Comune e dall'associazione I segni delle radici) tra i quali spiccano - il 19, il 20 e il 21 agosto - le escursioni letterarie sul Bruncu Spina, sulle orme, inutile sottolinearlo, della scrittrice. “I misteri della montagna d'argento”, questo il titolo dello spettacolo itinerante scritto e diretto da Gavino Poddighe; in scena dodici attori di Nuoro, Oliena, Orune e Fonni (Anna Cualbu, Rita Gregu, Giovanna Marceddu e Giovanni Maloccu). L'appuntamento, per artisti e spettatori, è alle 16 e 30 al rifugio di Bruncu Spina: qui arriverà il bus  che accompagnerà tutti in vetta (è necessaria la prenotazione: 347/0886722-338/2167978; raccomandati scarpe adeguate e giubbotto). Così, con un'estate dedicata alla scrittrice che tanto ha amato Fonni e le sue montagne, l'amministrazione comunale intende rivendicare un posto di diritto dentro il Consorzio del Parco letterario Grazia Deledda (organismo, sia detto, piuttosto fantasma) che ha infornato peraltro paesi del Sassarese come Romana, Ittiri e Mara.
«Vogliamo rendere omaggio alla scrittrice che come nessun altro ha descritto la maestosità e la bellezza dei nostri monti, rievocando soprattutto - sottolinea il sindaco Tonino Coinu - la visita che fece nel luglio del 1901. Un'iniziativa che rientra nel progetto di valorizzazione del patrimonio ambientale della montagna e di promozione del turismo culturale nel territorio col coinvolgimento degli imprenditori e della comunità». Un modo diverso per rilanciare il turismo montano anche invernale nel paese dove, da tempo, le uniche piste sciistiche aperte sono private. «Per questo, proprio per le infrastrutture - spiega il primo cittadino - c'è un piano che prevede un investimento di 5 milioni di euro».


Si ricomincia dalla prima e più importante reclame fatta alle montagne di Fonni dalla signora che un quarto di secolo dopo avrebbe conquistato il Nobel per la Letteratura. «Vogliamo coniugare letteratura e turismo, cultura e accoglienza», dice l'assessore alle Politiche sociali Giovanna Busia. Su questa linea il recupero delle tradizioni che vanno scomparendo, comprese le ricette della cucina povera tante volte descritte nei romanzi della Deledda. Piatti che, annuncia l'assessore al Turismo Tonino Carta, «verranno proposti nel menu da tutte le strutture ricettive del paese».


Raffaele Cugusi raccontava che Grazia Deledda era «una buona cliente». Ed è tutto dire, visto che al tempo, per la guida autorizzata dal Touring Club sul Gennargentu, i clienti erano soprattutto nobili o ufficiali, quasi sempre stranieri: inglesi, francesi, americani e austriaci che della Sardegna conoscevano solo due centri: Golfo Aranci e Fonni. I viaggiatori sbarcavano nel porto gallurese, salivano sulla vettura postale fino a Nuoro e da qui il passaggio in carrozza fino al paese. La guida del Touring Club segnalava un'unica corsa giornaliera per Fonni: ore 5 e 30, lire 350, e aggiungeva: “Il paese più alto della Sardegna, a mille metri, abitanti 4298, avrebbe molte qualità per una stazione climatica se non vi mancasse completamente ogni conforto. Vitto e alloggio in qualche modo presso Congiu Raffaele e Cicalò Carboni Carmina. Guida per il Gennargentu, eventualmente organizzazione di caccia grossa: Cugusi Balloi Raffaele”.

 

Di Piera Serusi

Tratto da L’Unione Sarda del Giovedì 12 agosto 2010



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