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Nel nuorese una miniera a cielo aperto minaccia il paesaggio agrario

10 Gennaio 2019 - Scritto da Associazione Scirarindi

Una miniera a cielo aperto in danno del paesaggio agrario e delle attività agricole fra Olzai e Sarule. Il GRIG chiede alla Regione una pronunicia di non compatibilità per il forte impatto sul'ambiente e sulle attività agricole

Nel nuorese una miniera a cielo aperto minaccia il paesaggio agrario | Scirarindi

Una miniera a cielo aperto in danno del paesaggio agrario e delle attività agricole fra Olzai e Sarule

 

Dal 1992 l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus utilizza lo strumento del Diritto per difendere il territorio sardo e le sue valenze ambientali e paesaggistiche. Il suo ultimo intervento è del 4 gennaio scorso e consiste in uno specifico atto di “osservazioni” nel procedimento regionale di Valutazione dellIimpatto Ambientale di un progetto di coltivazione mineraria di feldspati che incombe sulla località S. Angelo, fra i Comuni di Olzai e Sarule. Il progetto è stato presentato dalla Maffei Sarda Silicati s.p.a., società controllata dalla Minerali Industriali s.r.l. di Novara) e prevede lavori di estrazione del feldspato entro i 560 ettari di concessione mineraria (14,5 ettari sarebbe l’area scavata) richiesta dalla Maffei Sarda Silicati s.p.a.: “La coltivazione verrà condotta con gradoni aventi 7 m d’altezza. Il progetto prevede uno scavo totale pari a 1.353.000 mc, di cui 403.000 mc di minerale ed i restanti 950.000 mc di sterile. Contestualmente verranno effettuati dei sondaggi in aree limitrofe per verificare l’effettiva estensione della mineralizzazione”, dove in futuro espandere l’estrazione. L’area è caratterizzata dal tipico paesaggio agrario sardo, presso la Chiesa campestre S’Anzelu, dedicata all’Arcangelo Gabriele, pascolo arborato con varie formazioni di bosco mediterraneo, che verrebbero oggettivamente degradate dall’attività estrattiva.  Sono, inoltre, presenti frutteti ed è ampiamente presente l’allevamento di bestiame allo stato semi-brado: la presenza dell’attività estrattiva con l’inevitabile sollevamento di polveri non potrebbe che nuocere pesantemente alla qualità delle acque e dei pascoli, con effetti devastanti sulle imprese agricole della zona, che stanno conducendo anche interventi di qualità sostenuti da fondi comunitari. Forte contrarietà è stata espressa dalle collettività locali interessate. L’associazione ecologista ha chiesto al Servizio valutazioni ambientali della Regione Sardegna la pronuncia di non compatibilità ambientale del progetto di coltivazione mineraria, per i forti impatti sull’ambiente e sulle attività agricole. Vi terremo informati 

Associazione Scirarindi

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